Mi sposo in Sudafrica

Vi voglio raccontare di un viaggio felice, che finisce con la promessa dell’amore per sempre. Il matrimonio di Enrico e Kerry. Lui pugliese, 33 anni, ingegnere. Lei 32enne dello Zimbabue, impegnata nelle risorse umane. La loro storia inizia due anni fa a Johannesburg, città della quale hanno condiviso lo stesso cielo per un anno. Poi Enrico è tornato in Italia, a Bari, per lavoro. Pochi mesi fa il matrimonio, in Africa, sotto gli alberi di una suggestiva foresta. Siamo nella riserva privata Askari, nell’area protetta di Magaliesberg, una catena montuosa del Sudafrica nordoccidentale, tra Johannesburg e Pretoria.

Kerry è bellissima. Arriva a bordo di una jeep, accompagnata dal ranger e dalle sei damigelle. Il suo abito bianco è stretto e lungo, i capelli sono sciolti, con una corona di fiori sul capo da cui scende il velo. Enrico è felicissimo. In quel pezzo di terra alla fine del mondo sono arrivati i suoi migliori amici e la famiglia. Un gruppo di persone di età diversa, arrivata in Sudafrica dalla Puglia, da Milano e da Roma solo per celebrare questo amore. Per molti è stato il primo viaggio intercontinentale, anche per la mamma dello sposo, che sta imparando l’inglese per comunicare con i membri di questa nuova famiglia.

“Oggi si uniscono due paesi, due culture diverse. Oggi quasi cento persone sono venute qui per noi dal Sud Italia, dagli Usa, dall’India. Qualcuno parla persino inglese per la prima volta. L’Africa ci sta unendo. Questo nostro viaggio inizia così. E non posso che dire grazie a Kerry, mia moglie”.

Ha detto Enrico nel suo speech. Ecco il segreto di questo amore. Le emozioni, lo scambio culturale, la natura, l’evoluzione della vita. Siamo giovani, siamo forse una generazione sfortunata, siamo la generazione dei traslochi, dei fuori sede, del lavoro all’estero che paga più di quello in Italia. Ma al di là di tutto, quando sappiamo quello che vogliamo, siamo disposti a rischiare e a concentrarci sulla nostra felicità. Così Kerry ha lasciato la sua terra per trasferirsi in Puglia, a Bisceglie, una città sul mare che vanta Dolmen e un bellissimo borgo di origine medievale. Kerry non parla italiano, e gli italiani parlano l’inglese poco e male. Da poco frequenta la “Squola” del Teatro Garibaldi, un progetto messo in piedi per insegnare italiano agli stranieri (a Bisceglie sono tre i centri di accoglienza per rifugiati). Ma lei è forte, ed è innamorata. E lui c’è. La loro vita adesso ricomincia da qui.

Questo è il ricordo del loro splendido e selvaggio matrimonio in Sudafrica.

 

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Barcellona: tre giorni in bicicletta

Abbiamo pedalato in lungo e in largo senza stancarci mai (o quasi). Visitare Barcellona in bicicletta è stata un’idea geniale. Ma ancora più sensazionale è stato decidere di seguire l’istinto.

Strade e vicoletti, parchi, piazze e le “carrer” dedicate esclusivamente a chi va in bici. Meta assolutamente consigliata se, come abbiamo fatto noi, scegliete di regalarvi un weekend per il primo anniversario di matrimonio. Sarebbe stato bello fermarsi più a lungo, o prenotare solo il biglietto di andata. Ma per questa volta siamo tornati alla base. Prima o poi si ripartirà di nuovo.

Allora. Barcellona è stupenda. Calda, colorata, incredibilmente silenziosa. Un mix che la rende piena di sud e di Europa. Trovare il wifi nei locali è molto raro perché qui – come recita il cartello di un ristorante a Barcelloneta diventato famoso sui social – chiedono esplicitamente così: “parlate tra di voi”.

Io adoro l’architettura delle sue strade centrali con gli angoli smussati che ti permettono di respirare. Se si cammina con il naso all’insù non puoi fare a meno di ammirare le facciate di palazzi stupendi. Poi d’un tratto la pelle d’oca, quando hai di fronte le incredibili opere di Gaudì: folli, stravaganti, piene di personalità, estremamente emozionanti.  Vere e proprie opere d’arte.

Basta munirsi di una semplicissima guida (noi abbiamo scelto la Routard) per conoscere gli angoli migliori di questa città. Ma per scoprirla e viverla davvero, secondo me, fareste bene a montare in sella a una bicicletta. Il prezzo di affitto per una giornata intera oscilla tra gli 11 e i 15 euro, a meno che non vogliate un tour organizzato (che arriva a costare anche 70 euro). Ma fidatevi del vostro istinto tenendo con voi una mappa della città. E’ semplicissimo, anche se capiti qui l’11 settembre, giorno in cui Barcellona celebra la Diada, la festa dell’indipendenza della Catalogna.

Un bagno a Barcelloneta al tramonto e di giorno Born, Raval e il bellissimo parco La citadell. Se parli con la gente local, capisci che Barcelloneta non è la scelta migliore perché basta spostarsi nei dintorni per godere di spiagge molto più belle: a sud c’è Sitges, la vicina Garraf e Badalona, dieci chiloemtri più a nord. Ma per raggiungerle c’è bisogno di una moto o di una macchina. E questa è una vacanza slow.

La sera la tapas è rigorosamente a Gracìa, il quartiere “radical chic” a pochi chilometri a nord da La Rambla e che in molti stanno riscoprendo. C’è anche una scuola di Lindy Hop e una di fumetto. Ristoranti graziosi e cibo di ogni nazionalità, piccoli bar e una vastissima scelta di prodotti bio e vegani. Di giorno è divertente girare tra i negozietti di design per cercare gli oggetti più sfiziosi. Per dormire basta scegliere tra le proposte di AirBnb. E se volete scoprire il vero sapore della paella, fate un salto in un posticino chiamato “La Plaijeta“, in carrer La Maquinista, a Barcelloneta. Due anziane signore che vi delizieranno con prodotti  freschissimi. Ad un tratto ci è sembrato quasi di essere a Bari vecchia.

Suerte!

 

PS: Un grande abbraccio a Eleonora e Fabrizio che hanno deciso di vivere qui la loro vita da marito e moglie 🙂 E un bacio ad Aurea, la mia amica “original” spagnola che non sono riuscita a salutare. Ciao Irene, grazie per averci ospitato!

 

Il mio matrimonio è una tesi di laurea

Così mi ritrovo sui banchi di una discussione di laurea, con la differenza che  questa volta il caso analizzato sono io. E anche Domenico.

Il nostro matrimonio, di cui tanto abbiamo parlato e che spero possa diventare esempio per altri folli innamorati, è diventato lo spunto per la tesi di Valeria che presto diventerà “dottore in Economia del Turismo” all’Università Bicocca di Milano. Ve la presento in questa foto, un vero peperino.

valeria

 

Quando mi ha contattato è partita subito a mille, dicendomi che intanto quello che aveva visto di queste nozze sostenibili le era piaciuto tantissimo e che non vedeva l’ora di conoscerci di persona per scoprire tutti i dettagli. Cara Valeria, non dovevi dirlo: quattro ore di registrazione audio tra i preparativi, l’organizzazione, le idee e le scelte anche artistiche. E poi le geniali strutture in bamboo di Francesco Poli, le meravigliose barchette bianche di ceramica di Giorgio Di Palma, bomboniere d’artista direi. Mamma mia che lavoro!

Del resto, se fosse stato fatto in un altro modo, non mi sarei mai sposata. O magari sarei scappata col velo. Che figata! La sposa insostenibile, altro che sostenibile 😀

Raccontare nuovamente tutto dal principio a Valeria mi ha aiutato a capire il valore di tutto quello che siamo riusciti a costruire. Anche in questo anno di matrimonio, non solo quel giorno. Per questo abbiamo deciso di proporre una piccola festa in famiglia, con tutti i nostri invitati. Un momento per tornare a pensare a un anno fa con più leggerezza.

Valeria, sei invitata anche tu. Viva l’amore, ma viva anche l’università! La strada dopo è tutta in salita, fai come me: metti le scarpe giuste 😉

Il segreto di sentirsi a casa

E’ quasi passato un anno dal mio matrimonio e devo ammettere che non sono riuscita ad aggiornare questo blog come avrei voluto. Mea culpa. Ho lavorato tanto, forse più di quanto ho fatto a Roma negli ultimi anni: il digital marketing, la trasmissione su Telenorba, i progetti di comunicazione, le storie da cercare per la stampa. Insomma, un anno al pc.
E ogni volta che avevo voglia di scrivere su questo blog,  ho sempre rimandato a domani, rischiando ovviamente di accumulare i ricordi. Ma ho prodotto tantissimo e non mi sono fermata neanche un istante. Quel pizzico di tempo libero l’ho passato alla ricerca di un contatto con la natura. E devo dire che tutto questo mi è servito, lo capisco solo adesso, dopo dieci fantastici giorni di vacanza.
La scorsa estate è stata una full immersion nei preparativi del matrimonio e sapete bene che bella fatica è stata. Adesso mi sento rigenerata, le energie sono positive e l’audacia più matura.
Credo che questi mesi di semi-silenzio siano serviti a metabolizzare il grande cambiamento. Da Perugia all’Olanda, da Roma a Bisceglie. E poi mio marito.
Non posso negare di non aver discusso con lui nemmeno una volta in questo primo anno di matrimonio. Di litigate ce ne sono state eccome. Ma posso dire che il matrimonio fa bene al cuore? Le lacrime durano solo pochi secondi e vengono improvvisamente salvate da un bacio o un abbraccio. I primi giorni da neo-sposini ci siamo sentiti buffi più di una volta nel presentarci come marito e moglie. Mi sembrava più un gioco per superare quel timido imbarazzo da trentenni. Non ci siamo divisi quasi mai, se non per lavoro.
Abbiamo condiviso tutto e io pian piano ho ripreso confidenza con la confusione, la lentezza e il sole del sud. Le persone, le feste, i luoghi, il cibo. E’ la mia casa, la terra che ho lasciato subito dopo il liceo. Qui mi sento un po’ come una terrona straniera, capace di ammirare tutto come se ogni volta fosse la prima, con una valigia piena di esperienze e di voglia di fare. E’ questa la formula giusta per stare bene e sentirsi a casa?
Oggi mi sento più innamorata di un anno fa.

L’impazienza

Dannata impazienza. Ecco qual è il mio più grande difetto. L’ho sempre creduto. E adesso che ho deciso di seguire un percorso e una promessa condivisa, è difficile tenerla a bada.

Ognuno è unico senza essere eccezionale, diceva non ricordo chi in un libro di psicologia che ho studiato all’università. E allora, diamine, perché io non riesco ad accettare determinati atteggiamenti? No, non mi sto lamentando del mio maritino, o accusando me stessa (anche se ci sarebbe molto da dire), né dei vicini di casa ( e anche lì ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, anche se vederli stendere i panni è straordinariamente cinematografico). Ma dico solo che i miei genitori, nel loro piccolo e per fortuna, sono riusciti a trasmettermi l’eredità più grande che un figlio possa desiderare: raggiungi sempre i tuoi obiettivi, chiudi i cerchi, tieni la testa sulle spalle, fa quello vuoi ma soprattutto fallo bene perché abbiamo fiducia in tutto quello che tu deciderai di fare. Parole dal valore inestimabile, parole che sono e sono state per me una grande responsabilità.

Per cui, mi mangio lo stomaco quando vedo lentezza, rassegnazione, pigrizia. Poi, un bel giorno ti svegli con la voglia di sfogare la tua rabbia o semplicemente di dare sfogo a quello stress accumulato, che va via con una sana passeggiata all’aria aperta, e vedi che invece quella passeggiata non è poi così salubre: gomme, lavatrici, pezzi di amianto, mattoni frantumati. Il sud, purtroppo, è anche questo. E chi si è allontanato per un po’ ne riconosce i pregi, sì, ma sa individuare bene anche cosa non funziona. Non solo lo vede con occhi che non si rassegnano, ma lo denunciano. Oppure scappano via di nuovo, delusi. Della gente, delle amministrazioni, del lavoro, delle persone che ami, nonostante tutto. Perché vuoi così bene a tutto questo che provi una rabbia pazzesca che nasce dal profondo.

Il mondo ha bisogno di bellezza. Per questo ora voglio provare ad essere paziente, ma prima o poi scoppierò e urlerò anche io: “BASTAAAAA”

Il discorso di Davide

Mettetevi l’anima in pace: se decidete di sposarvi, sappiate che almeno due mesi della vostra vita sarete totalmente immersi nella folle ed entusiasmante organizzazione del matrimonio. Se poi siete veramente fuori di testa, come me, e credete di poterlo personalizzare a tal punto da fare tutto da soli (con le vostre mani, intendo), allora aggiungete pure un altro mese, compresi tutti i weekend. Ma per fortuna ci sono sorelle, mamme, amiche e amici stupendi che sono pronti a farsi in quattro pur di darvi una mano.

Questo è il segreto di un bel matrimonio. Perché il matrimonio non è solo una festa, ma è la festa dell’amore, l’amore che giurate di essere per sempre e quello delle persone che vi vogliono bene, che gioiscono per voi e si lasciano coinvolgere con il cuore e con la testa in quello che tutti chiamano, non a caso, un sogno. Per me è stato così, e ne sono strafelice.

Io, quando ho visto Domenico tagliare e poi timbrare inviti e segnalibro, fare fiocchetti con i nastrini di raso e poi incollarli con la colla a caldo (scottandosi più di una volta), ho pensato davvero di essere una donna fortunata. Ma insieme a noi due c’era tutta una macchina organizzativa intorno, un vulcano di energie e idee che ci ha trasmesso adrenalina ed emozioni che non bastano tutte le parole di questo mondo per descriverle.

In questo blog non sono riuscita a raccontare effettivamente com’è andata passo dopo passo, dall’inizio fino alla fine. Prima o poi lo farò, buttando giù ogni singola virgola. Perché, come ha detto Davide Granito nel suo discorso durante la cerimonia civile, ho un istinto naturale a voler condividere le mie esperienze, le mie idee, la mia voglia di fare insieme. Perché insieme la vita ha tutto un altro sapore.

Se cliccate qui sotto, potete leggere le parole che quel 5 settembre, sotto l’albero e il tramonto della Masseria Cimadomo, hanno fatto commuovere tutti quanti noi. Compreso l’albero. Lo sposo, non solo si è commosso, ma ha versato lacrimoni piangendo a dirotto fino a quando ha detto ”sì”.

Il segreto del mio matrimonio siete tutti quanti voi. E anche se l’ho già detto, lo ripeto: grazie di cuore.

Grazie a te Davide, fratello della mia infanzia e di una vita intera. Senza di te non avrei mai iniziato a sognare (aspetto ancora di atterrare con te sulla Luna. Non lo dimentico, ho anche le scarpe adesso: vanno bene quelle da trekking?)

😀

Il discorso di Davide (clicca qui)

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Nella foto io e Davide da bambini, quando vivevamo ancora a Canosa, al numero 35 di via Forges D’avanzati, lui al terzo e io al primo piano.

Voglio fare la wedding blogger!!

Oggi mi sento super positiva. Sarà merito di questa giornata di sole o del fatto che inizio a respirare sia con il naso che con la bocca. Fatto sta che ho preso una decisione seria. Un'altra. 

Ci ho pensato un bel po', spero quanto basta per essere davvero convinta del passoche sto per intraprendere. 

E allora sì, ho accettato. Ma andiamo con ordine. 

Inauguro ufficialmente la mia nuova aspirazione: ''wedding blogger''. Cosa vuol dire lo capirete, intanto invitatemi ai vostri matrimoni o segnalatemi quelli dei vostri amici e parenti, sempre se ritenete che c'è una bella storia da raccontare. 
Io sarò lì a fotografarne i dettagli, a parlare di voi e a diffondere la vostra idea di festa e di matrimonio. 

Ma la vera notizia è un'altra: sono scaduti i sei mesi del ''divorzio breve''. Per cui, hip hip urrà!! Ce l'abbiamo fatta (e anche: cavolo! Sò passati già sei mesi...). 

Ma c'è un'altra notizia bomba, di quelle che fanno discutere tutta la Murgia e la provincia di Barletta Andria Trani 😀

Francesco e Savino, i due adorabili e bravi signori che gestiscono la Masseria Cimadomo, la stessa dove ho celebrato il mio matrimonio, mi hanno chiesto di presentare le mie idee per la stagione in arrivo. ''Cioè, devo fare la wedding planner?'', gli ho chiesto. Più o meno sì: posso considerarmi consulente degli innamorati che decidono di sposarsi. 

L'ho già detto, ho tentennato un po',so come ho organizzato il mio matrimonio ma non ne ho mai organizzati altri. Non ancora almeno. Però sono sincera: riguardare le fotografie di quel giorno così magico e a tratti surreale, mi ha fatto sentire di nuovo un'adrenalina pazzesca, a tal punto da voler di nuovo urlare come ho fattoqualche giorno prima di sposare Dommi. Ricordate?
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!

Credo sia questa la sensazione che ti fa capire che stai facendo la cosa giusta. Sono felicissima e non vedo l'ora di iniziare. A proposito, da dove si comincia? 😉 

Cari sposini, sappiate che sarà un'avventura unica.

E per questo nuovo percorso ci saranno degli amici, dei professionisti che mi aiuteranno a personalizzare, creare, stravolgere il mondo del WEDDING!!!

Francesco & Francesca, rispettivamente bioarchitetto e giovane wedding blogger. Di loro vi parlerò nel prossimo post. 
E poi avrei qualche idea sui fotografi, sulla musica, ma anche di loro vi parlerò in seguito.  

E allora, contenti? Mi fate l'in bocca al lupo?

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