Barcellona: tre giorni in bicicletta

Abbiamo pedalato in lungo e in largo senza stancarci mai (o quasi). Visitare Barcellona in bicicletta è stata un’idea geniale. Ma ancora più sensazionale è stato decidere di seguire l’istinto.

Strade e vicoletti, parchi, piazze e le “carrer” dedicate esclusivamente a chi va in bici. Meta assolutamente consigliata se, come abbiamo fatto noi, scegliete di regalarvi un weekend per il primo anniversario di matrimonio. Sarebbe stato bello fermarsi più a lungo, o prenotare solo il biglietto di andata. Ma per questa volta siamo tornati alla base. Prima o poi si ripartirà di nuovo.

Allora. Barcellona è stupenda. Calda, colorata, incredibilmente silenziosa. Un mix che la rende piena di sud e di Europa. Trovare il wifi nei locali è molto raro perché qui – come recita il cartello di un ristorante a Barcelloneta diventato famoso sui social – chiedono esplicitamente così: “parlate tra di voi”.

Io adoro l’architettura delle sue strade centrali con gli angoli smussati che ti permettono di respirare. Se si cammina con il naso all’insù non puoi fare a meno di ammirare le facciate di palazzi stupendi. Poi d’un tratto la pelle d’oca, quando hai di fronte le incredibili opere di Gaudì: folli, stravaganti, piene di personalità, estremamente emozionanti.  Vere e proprie opere d’arte.

Basta munirsi di una semplicissima guida (noi abbiamo scelto la Routard) per conoscere gli angoli migliori di questa città. Ma per scoprirla e viverla davvero, secondo me, fareste bene a montare in sella a una bicicletta. Il prezzo di affitto per una giornata intera oscilla tra gli 11 e i 15 euro, a meno che non vogliate un tour organizzato (che arriva a costare anche 70 euro). Ma fidatevi del vostro istinto tenendo con voi una mappa della città. E’ semplicissimo, anche se capiti qui l’11 settembre, giorno in cui Barcellona celebra la Diada, la festa dell’indipendenza della Catalogna.

Un bagno a Barcelloneta al tramonto e di giorno Born, Raval e il bellissimo parco La citadell. Se parli con la gente local, capisci che Barcelloneta non è la scelta migliore perché basta spostarsi nei dintorni per godere di spiagge molto più belle: a sud c’è Sitges, la vicina Garraf e Badalona, dieci chiloemtri più a nord. Ma per raggiungerle c’è bisogno di una moto o di una macchina. E questa è una vacanza slow.

La sera la tapas è rigorosamente a Gracìa, il quartiere “radical chic” a pochi chilometri a nord da La Rambla e che in molti stanno riscoprendo. C’è anche una scuola di Lindy Hop e una di fumetto. Ristoranti graziosi e cibo di ogni nazionalità, piccoli bar e una vastissima scelta di prodotti bio e vegani. Di giorno è divertente girare tra i negozietti di design per cercare gli oggetti più sfiziosi. Per dormire basta scegliere tra le proposte di AirBnb. E se volete scoprire il vero sapore della paella, fate un salto in un posticino chiamato “La Plaijeta“, in carrer La Maquinista, a Barcelloneta. Due anziane signore che vi delizieranno con prodotti  freschissimi. Ad un tratto ci è sembrato quasi di essere a Bari vecchia.

Suerte!

 

PS: Un grande abbraccio a Eleonora e Fabrizio che hanno deciso di vivere qui la loro vita da marito e moglie 🙂 E un bacio ad Aurea, la mia amica “original” spagnola che non sono riuscita a salutare. Ciao Irene, grazie per averci ospitato!

 

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