Il mio matrimonio è una tesi di laurea

Così mi ritrovo sui banchi di una discussione di laurea, con la differenza che  questa volta il caso analizzato sono io. E anche Domenico.

Il nostro matrimonio, di cui tanto abbiamo parlato e che spero possa diventare esempio per altri folli innamorati, è diventato lo spunto per la tesi di Valeria che presto diventerà “dottore in Economia del Turismo” all’Università Bicocca di Milano. Ve la presento in questa foto, un vero peperino.

valeria

 

Quando mi ha contattato è partita subito a mille, dicendomi che intanto quello che aveva visto di queste nozze sostenibili le era piaciuto tantissimo e che non vedeva l’ora di conoscerci di persona per scoprire tutti i dettagli. Cara Valeria, non dovevi dirlo: quattro ore di registrazione audio tra i preparativi, l’organizzazione, le idee e le scelte anche artistiche. E poi le geniali strutture in bamboo di Francesco Poli, le meravigliose barchette bianche di ceramica di Giorgio Di Palma, bomboniere d’artista direi. Mamma mia che lavoro!

Del resto, se fosse stato fatto in un altro modo, non mi sarei mai sposata. O magari sarei scappata col velo. Che figata! La sposa insostenibile, altro che sostenibile 😀

Raccontare nuovamente tutto dal principio a Valeria mi ha aiutato a capire il valore di tutto quello che siamo riusciti a costruire. Anche in questo anno di matrimonio, non solo quel giorno. Per questo abbiamo deciso di proporre una piccola festa in famiglia, con tutti i nostri invitati. Un momento per tornare a pensare a un anno fa con più leggerezza.

Valeria, sei invitata anche tu. Viva l’amore, ma viva anche l’università! La strada dopo è tutta in salita, fai come me: metti le scarpe giuste 😉

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Il segreto di sentirsi a casa

E’ quasi passato un anno dal mio matrimonio e devo ammettere che non sono riuscita ad aggiornare questo blog come avrei voluto. Mea culpa. Ho lavorato tanto, forse più di quanto ho fatto a Roma negli ultimi anni: il digital marketing, la trasmissione su Telenorba, i progetti di comunicazione, le storie da cercare per la stampa. Insomma, un anno al pc.
E ogni volta che avevo voglia di scrivere su questo blog,  ho sempre rimandato a domani, rischiando ovviamente di accumulare i ricordi. Ma ho prodotto tantissimo e non mi sono fermata neanche un istante. Quel pizzico di tempo libero l’ho passato alla ricerca di un contatto con la natura. E devo dire che tutto questo mi è servito, lo capisco solo adesso, dopo dieci fantastici giorni di vacanza.
La scorsa estate è stata una full immersion nei preparativi del matrimonio e sapete bene che bella fatica è stata. Adesso mi sento rigenerata, le energie sono positive e l’audacia più matura.
Credo che questi mesi di semi-silenzio siano serviti a metabolizzare il grande cambiamento. Da Perugia all’Olanda, da Roma a Bisceglie. E poi mio marito.
Non posso negare di non aver discusso con lui nemmeno una volta in questo primo anno di matrimonio. Di litigate ce ne sono state eccome. Ma posso dire che il matrimonio fa bene al cuore? Le lacrime durano solo pochi secondi e vengono improvvisamente salvate da un bacio o un abbraccio. I primi giorni da neo-sposini ci siamo sentiti buffi più di una volta nel presentarci come marito e moglie. Mi sembrava più un gioco per superare quel timido imbarazzo da trentenni. Non ci siamo divisi quasi mai, se non per lavoro.
Abbiamo condiviso tutto e io pian piano ho ripreso confidenza con la confusione, la lentezza e il sole del sud. Le persone, le feste, i luoghi, il cibo. E’ la mia casa, la terra che ho lasciato subito dopo il liceo. Qui mi sento un po’ come una terrona straniera, capace di ammirare tutto come se ogni volta fosse la prima, con una valigia piena di esperienze e di voglia di fare. E’ questa la formula giusta per stare bene e sentirsi a casa?
Oggi mi sento più innamorata di un anno fa.