L’impazienza

Dannata impazienza. Ecco qual è il mio più grande difetto. L’ho sempre creduto. E adesso che ho deciso di seguire un percorso e una promessa condivisa, è difficile tenerla a bada.

Ognuno è unico senza essere eccezionale, diceva non ricordo chi in un libro di psicologia che ho studiato all’università. E allora, diamine, perché io non riesco ad accettare determinati atteggiamenti? No, non mi sto lamentando del mio maritino, o accusando me stessa (anche se ci sarebbe molto da dire), né dei vicini di casa ( e anche lì ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, anche se vederli stendere i panni è straordinariamente cinematografico). Ma dico solo che i miei genitori, nel loro piccolo e per fortuna, sono riusciti a trasmettermi l’eredità più grande che un figlio possa desiderare: raggiungi sempre i tuoi obiettivi, chiudi i cerchi, tieni la testa sulle spalle, fa quello vuoi ma soprattutto fallo bene perché abbiamo fiducia in tutto quello che tu deciderai di fare. Parole dal valore inestimabile, parole che sono e sono state per me una grande responsabilità.

Per cui, mi mangio lo stomaco quando vedo lentezza, rassegnazione, pigrizia. Poi, un bel giorno ti svegli con la voglia di sfogare la tua rabbia o semplicemente di dare sfogo a quello stress accumulato, che va via con una sana passeggiata all’aria aperta, e vedi che invece quella passeggiata non è poi così salubre: gomme, lavatrici, pezzi di amianto, mattoni frantumati. Il sud, purtroppo, è anche questo. E chi si è allontanato per un po’ ne riconosce i pregi, sì, ma sa individuare bene anche cosa non funziona. Non solo lo vede con occhi che non si rassegnano, ma lo denunciano. Oppure scappano via di nuovo, delusi. Della gente, delle amministrazioni, del lavoro, delle persone che ami, nonostante tutto. Perché vuoi così bene a tutto questo che provi una rabbia pazzesca che nasce dal profondo.

Il mondo ha bisogno di bellezza. Per questo ora voglio provare ad essere paziente, ma prima o poi scoppierò e urlerò anche io: “BASTAAAAA”

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Il discorso di Davide

Mettetevi l’anima in pace: se decidete di sposarvi, sappiate che almeno due mesi della vostra vita sarete totalmente immersi nella folle ed entusiasmante organizzazione del matrimonio. Se poi siete veramente fuori di testa, come me, e credete di poterlo personalizzare a tal punto da fare tutto da soli (con le vostre mani, intendo), allora aggiungete pure un altro mese, compresi tutti i weekend. Ma per fortuna ci sono sorelle, mamme, amiche e amici stupendi che sono pronti a farsi in quattro pur di darvi una mano.

Questo è il segreto di un bel matrimonio. Perché il matrimonio non è solo una festa, ma è la festa dell’amore, l’amore che giurate di essere per sempre e quello delle persone che vi vogliono bene, che gioiscono per voi e si lasciano coinvolgere con il cuore e con la testa in quello che tutti chiamano, non a caso, un sogno. Per me è stato così, e ne sono strafelice.

Io, quando ho visto Domenico tagliare e poi timbrare inviti e segnalibro, fare fiocchetti con i nastrini di raso e poi incollarli con la colla a caldo (scottandosi più di una volta), ho pensato davvero di essere una donna fortunata. Ma insieme a noi due c’era tutta una macchina organizzativa intorno, un vulcano di energie e idee che ci ha trasmesso adrenalina ed emozioni che non bastano tutte le parole di questo mondo per descriverle.

In questo blog non sono riuscita a raccontare effettivamente com’è andata passo dopo passo, dall’inizio fino alla fine. Prima o poi lo farò, buttando giù ogni singola virgola. Perché, come ha detto Davide Granito nel suo discorso durante la cerimonia civile, ho un istinto naturale a voler condividere le mie esperienze, le mie idee, la mia voglia di fare insieme. Perché insieme la vita ha tutto un altro sapore.

Se cliccate qui sotto, potete leggere le parole che quel 5 settembre, sotto l’albero e il tramonto della Masseria Cimadomo, hanno fatto commuovere tutti quanti noi. Compreso l’albero. Lo sposo, non solo si è commosso, ma ha versato lacrimoni piangendo a dirotto fino a quando ha detto ”sì”.

Il segreto del mio matrimonio siete tutti quanti voi. E anche se l’ho già detto, lo ripeto: grazie di cuore.

Grazie a te Davide, fratello della mia infanzia e di una vita intera. Senza di te non avrei mai iniziato a sognare (aspetto ancora di atterrare con te sulla Luna. Non lo dimentico, ho anche le scarpe adesso: vanno bene quelle da trekking?)

😀

Il discorso di Davide (clicca qui)

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Nella foto io e Davide da bambini, quando vivevamo ancora a Canosa, al numero 35 di via Forges D’avanzati, lui al terzo e io al primo piano.

Voglio fare la wedding blogger!!

Oggi mi sento super positiva. Sarà merito di questa giornata di sole o del fatto che inizio a respirare sia con il naso che con la bocca. Fatto sta che ho preso una decisione seria. Un'altra. 

Ci ho pensato un bel po', spero quanto basta per essere davvero convinta del passoche sto per intraprendere. 

E allora sì, ho accettato. Ma andiamo con ordine. 

Inauguro ufficialmente la mia nuova aspirazione: ''wedding blogger''. Cosa vuol dire lo capirete, intanto invitatemi ai vostri matrimoni o segnalatemi quelli dei vostri amici e parenti, sempre se ritenete che c'è una bella storia da raccontare. 
Io sarò lì a fotografarne i dettagli, a parlare di voi e a diffondere la vostra idea di festa e di matrimonio. 

Ma la vera notizia è un'altra: sono scaduti i sei mesi del ''divorzio breve''. Per cui, hip hip urrà!! Ce l'abbiamo fatta (e anche: cavolo! Sò passati già sei mesi...). 

Ma c'è un'altra notizia bomba, di quelle che fanno discutere tutta la Murgia e la provincia di Barletta Andria Trani 😀

Francesco e Savino, i due adorabili e bravi signori che gestiscono la Masseria Cimadomo, la stessa dove ho celebrato il mio matrimonio, mi hanno chiesto di presentare le mie idee per la stagione in arrivo. ''Cioè, devo fare la wedding planner?'', gli ho chiesto. Più o meno sì: posso considerarmi consulente degli innamorati che decidono di sposarsi. 

L'ho già detto, ho tentennato un po',so come ho organizzato il mio matrimonio ma non ne ho mai organizzati altri. Non ancora almeno. Però sono sincera: riguardare le fotografie di quel giorno così magico e a tratti surreale, mi ha fatto sentire di nuovo un'adrenalina pazzesca, a tal punto da voler di nuovo urlare come ho fattoqualche giorno prima di sposare Dommi. Ricordate?
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!

Credo sia questa la sensazione che ti fa capire che stai facendo la cosa giusta. Sono felicissima e non vedo l'ora di iniziare. A proposito, da dove si comincia? 😉 

Cari sposini, sappiate che sarà un'avventura unica.

E per questo nuovo percorso ci saranno degli amici, dei professionisti che mi aiuteranno a personalizzare, creare, stravolgere il mondo del WEDDING!!!

Francesco & Francesca, rispettivamente bioarchitetto e giovane wedding blogger. Di loro vi parlerò nel prossimo post. 
E poi avrei qualche idea sui fotografi, sulla musica, ma anche di loro vi parlerò in seguito.  

E allora, contenti? Mi fate l'in bocca al lupo?

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Anche le palle hanno bisogno di cuore

Oggi voglio essere cattiva. Voglio approfittare di questa influenza che sembra non volermi mollare per dire tutto ciò che penso riguardo a quegli uomini che non conosco, ma anche agli amici e agli ex che, dopo aver espresso la loro discreta felicità per il mio matrimonio, hanno poi girato la testa, convinti che una donna sposata è un capitolo chiuso. Non solo in quel senso.

Per quanto mi riguarda i capelli bianchi ce li ho, qualcuno ma non tantissimi e poi si confondono tra quelli biondo cenere. Due chiletti in più, che si smaltiscono con la corsetta in primavera. Forse sì, sono più lunatica di qualche anno fa. Ma cosa è cambiato veramente? Ah sì, vivo in Puglia, a Bisceglie, una città di provincia.

Bello stare qui, hai molto più tempo per guardare come va veloce il mondo che, in questa corsa, perde pezzi di qualità.

Poi penso a quelle donne che hanno superato i 40 anni e sono sole. Qualcuna felicemente, qualcun’altra no, per scelta o perché magari non hanno ancora trovato quello giusto. Sono anche belle, intelligenti e con un lavoro gratificante. Passano il tempo a postare foto su Facebook, a chattare con gli amici, in palestra o dal parrucchiere. Di loro, non tutti gli uomini parlano bene. Le considerano zitelle, sfigate.

Ci sono uomini, ma anche donne, per cui o ti sei sposata troppo presto – e per questo sei una stupida – o hai aspettato troppo rischiando di restare sola – e per questo sfigata. Ci sono uomini che dicono di volerti bene, ma che in fondo pensano di te tutto quello che non meriti.

Io auguro a tutti questi uomini di riuscire, un giorno, a guardare il mondo come facciamo noi donne sognatrici, con le ”palle” che oscillano di tanto in tanto, ma che sappiamo sempre come tirare fuori.

Felice 8 marzo.