Tenero rifugio

Non so mai, o quasi mai, se quello che sto facendo in fondo è quello che voglio. Sta di fatto che i duri a morire, come me, hanno l’entusiasmo nel sangue. Bhé, non sempre, succede anche che ci buttiamo giù per rinascere e dire ”Facciamo una festa? Chi invitiamo a cena oggi?”. Succede, già.

Nella Puglia delle cattedrali, del mare cristallino e delle cozze pelose, sono ancora alla ricerca di qualcosa che può essere definita come identità sociale. E una casa. Quella la cerco da anni, ma prima o poi la troverò. Costruisco giorno dopo giorno qualcosa di nuovo, aggiungo tasselli a una nuova vita fatta, ad oggi, di amore, lavoro, amici, cibo buono alternato alle uova al tegamino, un programma tv e, la sera, film in lingua inglese e Desperate Housewives, la serie sulle vicende di quattro casalinghe belle, furbe e disperate in un quartiere chic dove tutto può succedere (lo so, sono arrivata tardi ma adesso non posso più farne a meno).

Il primo obiettivo da donna sposata l’ho raggiunto: non devo preoccuparmi troppo delle pulizie. E poi in due è più divertente, per cui aspetto che ci sia anche Domenico. Lui ne è meno felice, abituato com’era a cenare con un panzerotto o un’insalata al pub per evitare di lavare di piatti. Anche se qui al sud il panzerotto costa massimo 2 euro (a questo punto qualcuno potrebbero aspettarsi un tag come ”Leggi come si prepara il panzerotto pugliese”. Tié! Te lo compri e basta, tanto quello fatto a casa fa letteralmente schifo).

Quando dopo il lavoro torni a casa senti che manca ancora qualcosa. Non succede sempre, per fortuna, ma quando accade iniziano le pippe mentali che pensi di abbandonare solo andando dal parrucchiere o con lo shopping compulsivo.

Prima di fare il grande passo, sapevo di non poter cambiare: la felice confusione della fuori sede, la sporadica irrequietezza di chi vuole tornare a casa, la voglia di cambiare città almeno una volta l’anno, la necessità di dire ”da lunedì farò tutto quello che non sono riuscito a fare negli ultimi mesi”, ma quando lo dici è già lunedì. Sapevo che tutto questo non sarebbe andato via. E’ dentro di me. Quello che però ancora non conoscevo prima del mio matrimonio è che avere sempre un tenero rifugio con cui poterti incazzare, coccolare, addormentare, ridere, cantare, ballare, è meglio di trovare la casa dei sogni che ha la vista sul mare e la stanza per gli amici che ti vengono a trovare. Anche perché, una volta che l’hai trovata, se non c’è amore o serenità, che cazzo la si compra a fare?  Ah sì, le feste. Mmmmh… #chevitadimerda 😀