Invasione di campo: Ciao mondo, sono lo sposo

Mi ha inviato un’email con oggetto ”Il mio Pizzistock”. Ho pensato: ”Ecco, leggiamo cosa ha dire”. Ed era proprio come pensavo. L’uomo che mi ha fatto fare mille follie si è lasciato andare e ha buttato giù qualche pensiero sul nostro matrimonio sostenibile.

Lo ha fatto proprio oggi: è il 5 novembre e festeggiamo i primi due mesi da marito e moglie.  Dunque, ho l’onore e il piacere di invitare sul mio blog Domenico, lo sposo.

”Anche io come voi ho seguito questo blog virtualemente. Anche io leggo i post una volta che vengono pubblicati, e l’unico vantaggio divertente è guardare il momento in cui gli articoli vengono scritti: a volte la mattina bevendo un té, altre volte subito dopo la doccia, quando Marzia è in accappatoio o mangiando una mela. La stessa mela che io sbuccio e affetto e che poi dividiamo, da bravi sposini.

Ci siamo sposati esattamente due mesi fa, e oggi voglio provare a raccontare il nostro matrimonio visto con i miei occhi (che quel giorno tutto il mondo hanno visto in lacrime).

Come spesso accade nella mia vita, lo stravolgimento è dietro l’angolo. Ma questa volta è successo qualcosa di molto più grande, qualcosa che suona come ”Marzia Papagna”. Già, sei tu. L’unica donna che è riuscita davvero a stravolgermi la vita. Non diresti mai che dietro quel sorriso e quel piccolo corpicino possa in verità nascondersi una carica esplosiva di questa portata. Se non lo sapete, fidatevi di quello che vi dico. Sarò forse un pazzo, forse lo siamo entrambi, ma ero lucido quando ho scelto di condividere tutta la mia vita con lei. Sì, avete ragione, mi presento: sono Domenico, lo sposo.

Come avrete sicuramente capito non è facile stare dietro ad un fenomeno della natura come Marzia, ma c’è qualcosa in lei che ti spinge a non mollare e ad andare sempre oltre ogni difficoltà. Prima di sposarci, ho detto la mia su come ho sempre immaginato il mio matrimonio: una enorme e incredibile Woodstock, anche ribattezzata da me e dalla mia amica-testimone Angela ”Pizzistock” (solo perché il mio cognome è Pizzi). Volevo che fosse una festa fuori da ogni standard, che la gente si sentisse libera e non imprigionata nelle solite ”regole da matrimonio”. Bene, io e Marzia la pensavamo allo stesso modo, ma con equilibrio e un tocco di femminilità (intelligente) siamo riusciti, dopo mille discussioni ma anche un bellissimo scambio di idee,  a dare vita a questo matrimonio.
Tutto è iniziato quando seduti al tavolino di un pub abbiamo iniziato a scarabocchiare una tovaglietta di carta ipotizzando come sarebbe stato il nostro matrimonio: dove ci sposiamo, chi sono i testimoni, eccetera. Di certo non potevo immaginare che ne sarebbe venuto fuori qualcosa di così speciale, anzi, con lei, con te, di unico.
Oggi, a due mesi dal 5 settembre, posso dire che sposarsi è la cosa più stressante ma anche la più emozionante che mi sia mai accaduta. E lo dice uno che ha pianto a dirotto per tutta la durata della cerimonia (Luca Basso, per questo ti odio!).
Se non lo avete ancora fatto, non preoccupatevi. Le migliaia di cose da fare e da organizzare vi abbatteranno, sembrerà che il tempo non sia mai abbastanza o che tutto sia diverso da quello che avevate pensato. Nel mio caso, dico: lo sarebbe stato se non ci fosse stata Marzia. Lei aveva esattamente tutto ben chiaro in mente, sapeva come e quando dovevano accadere le cose. Io piangevo e lei coordinava le musiche della cerimonia. Anche se le emozioni erano forti, lei è riuscita a mantenere la barra dritta, portando la nostra stupenda nave all’interno di quel grandissimo porto chiamato amore. E se c’è quello, tutto si può fare. Per cui, lasciatevi stravolgere la vita: è stupendo!”.
Ecco, avete capito perché l’ho sposato? 😀
marzia&domenico5