Accomodatevi: ecco il mio ricevimento / 1

Chi lo dice che i confetti devono per forza essere chiusi in sacchetti di organza? Il matrimonio non è né delle sale ricevimenti né dei fioristi, ma di chi sta per dire quel sì. Un sì che merita la festa più figa che ci sia. E allora, personalizziamola! Solo così il nostro – per esempio – è stato e sarà sempre il matrimonio di Marzia e Domenico, e non ”un matrimonio”.

Questo significa però studiare le tendenze, raccogliere preventivi, cercare soluzioni, ma soprattutto lavorare con la fantasia e creare. Attenzione però: si possono fare scelte meravigliose, ma se la location fa cacare dite pure addio alla vostra immaginazione.

Ecco allora il risultato di una ricerca lunga quasi un mese, tra blog francesi e canadesi, riviste dedicate alla flora murgiana e consultazioni con gli agronomi del Parco dell’Alta Murgia. Sì, perché per il mio matrimonio eco-chic e glamping non poteva esserci posto migliore della nostra Murgia.

Il posto è la Masseria Cimadomo, ai piedi di Castel del Monte, vicinissima a uno dei patrimoni archeologici del territorio come le Tombe di San Magno del V secolo a.C. e la chiesetta Neviera del 1200. Una struttura in pietra stupenda immersa in una distesa rurale mozzafiato. C’erano persino le galline. Pensate che ancora oggi conserva la sua prima incisione: anno 1792, quando la proprietà era della chiesa, di cui i Cimadomo erano coloni (fino all’editto di Napoleone). Pascoli e campi di coltivazione per un totale di 1200 ettari. Francesco Cimadomo mi ha spiegato la sua storia pezzo per pezzo, dal fienile al tetto. Ma riservo i dettagli a un ulteriore post. Quello che voglio far sapere qui è che la Masseria Cimadomo da sempre conserva la sua vocazione agricola, producendo oggi prodotti rigorosamente biologici: grano senator cappelli, farro, lenticchie, ceci, fave e cereali.

Esteticamente la sua ricchezza è nella semplicità. Il mio compito è stato solo valorizzare il tutto attraverso un tocco artistico e vivace.

E allora, benvenuti al mio ricevimento!
Iniziamo dai segnaposto:

DSC00114 DSC00111 QR5A6091 DSC00113Ci abbiamo messo un po’ prima di arrivare a una decisione finale, eppure la soluzione era dietro l’angolo: il panificio!
Già, perché il pane piace alla maggior parte delle persone, è meno costoso e dispendioso rispetto ad altre cose, è il primo elemento che si addenta aspettando l’inizio di una cena. E allora, abbiamo chiesto al nostro panificio di fiducia di realizzare dei mini panini con farina integrale e un mix di semi (zucca e lino). Il panino è la base per il nostro segnaposto: uno stecchino alto, di quelli che si utilizzano per gli spiedini, con un cartellino rettangolare, avanzato dalla carta comprata per inviti e partecipazioni. Un fiocchettino di raso per abbellire il tutto, e poi i nomi di ogni ospite. La bella calligrafia in famiglia ce l’ha mia sorella, per questo grazie per la pazienza Silvia!

Il resto al prossimo post… 😀

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