Grecia in vespa: la mia luna di miele / 2

Proverò a fare un racconto ”sostenibile” del nostro viaggio in pochi post.

Ecco le tappe che ci hanno portato sull’isola di Lefkada. Domani è la volta di Cefalonia, non perdetela!

10-09-2015

Karovastasi non è molto distante da Syvota, ma per raggiungerla si deve percorrere una stradina in discesa abbastanza tortuosa, un po’ come quella che porta a Vignanotica, per me la spiaggia più bella del Gargano.

Questa notte qui c’è stato un nubifragio che ha trascinato per strada sassi grandi quanto la sella della nostra vespa.

Siamo sulla spiaggia grigia. Ezio, un signore con i capelli bianchi e l’accento napoletano che abbiamo incontrato in un bar della località precedente, ci mette in guardia. Lui vive in Grecia da quasi 40 anni e dice che a causa delle onde in quel mare hanno perso la vita delle persone. Diciamo pure che faceva troppo freddo per poter bagnarci, quindi abbiamo evitato.

Il paesaggio però è strepitoso e l’aria ha un intenso profumo di pino. Ce lo godiamo dall’alto, seduti dove sventola la bandiera della Grecia. E’ la ”Taverna”, un ristorantino che a pranzo serve prevalantemente pesce. E’ mezzogiorno e la cuoca non è ancora arrivata, sempre a causa della pioggia. Io sono affamata, Domenico ha chiuso gli occhi, si è addormentato con la Routard tra le mani, aperta a pagina 411. E’ la pagina della prossima tappa.

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Ore 23.32

25 gradi e il diluvio universale. Siamo a Parga.

Ci fermiamo finalmente a mangiare pesce in uno dei ristorantini che animano il centro di questa cittadina, una località che Domenico paragona ad Amalfi. ”Ma qui non c’è il limoncello”, gli dico.

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Dopo una sana mangiata di calamari – fritti per lui e grigliati per me – camminiamo sotto una pioggia sottile in cerca della strada del ritorno. Non c’è molta gente in giro e l’odore di crepes diventa sempre più nauseante (dopo tuttti quei calamari!).

Poi, arriva la magia.

”Back in black I hit the sack
I been too long I’m glad to be back
Yes I am”

Esatto, è proprio lei. E’ ”Back in black” degli AC/DC. E pensare che Domenico, quando abbiamo selezionato le pagine dei quotidiani per rivestire i barattoli degli allestimenti di cui ancora non vi ho parlato o mostrato foto, aveva scelto proprio la scritta che riportava il nome della band rock.

La musica arriva da un locale, si chiama ”Antico bar rock ‘n’ roll”, un locale strettissimo e occupato da decine di persone, soprattutto ragazze coi capelli neri, uomini del posto over 40 e turisti inglesi molti dei quali in pantaloncini e infradito, che conoscono tutte le canzoni a memoria ma restano seduti, battendo la mano a ritmo di musica sul ginocchio. Sono nostalgici dei brani che hanno fatto la storia del rock internazionale. E intanto la musica continua a suonare. Adesso ci sono i Kiss: ”Pa-pa-papapapapa. Iuuuuuuuuuu – Iuuuuuuuuuuuuu”, finiamo la nostra birra sulle note di ”I was made for loving you”.

Questo è uno dei pezzi inseriti nella playlist del nostro matrimonio, costruita chiedendo ad ogni amico un brano. Questo dei Kiss è stato consigliato da Andrea Lucatello, lo ricordo bene 🙂

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